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Ventura: “Non andare al Mondiale sarebbe catastrofe”

“Non andare al mondiale sarebbe una catastrofe”. E’ in piena emergenza Giampiero Ventura in vista del doppio impegno dell’Italia contro Macedonia e Albania. Il tecnico azzurro dovrà fare a meno di Verratti, Pellegrini, Belotti e De Rossi:

“Sono cose che capitano. Anche De Rossi è out e andrà via: oltre a lui dovremo fare a meno anche di Pellegrini e Verratti. Il Paris Saint Germain ci ha inviato la risonanza. Per Belotti abbiamo fatto un favore al Torino e non lo abbiamo portato a Coverciano per permettergli di fare gli esami strumentali con il club che ci ha chiesto un piacere. Non è importante che non sia arrivato in ritiro. Mancheranno tutti e tre, che sono molto importanti, ma chi giocherà spero che possa dimostrare di poter essere una risorsa in più per la nostra Nazionale”.

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Poi gli viene chiesto del modulo, e del suo 4-2-4: “Il problema non è il modulo ma è come si interpreta. In due giorni avremmo potuto affrontare determinati discorsi, ma Barella, Cristante e Gagliardini non sono mai stati parte di questo gruppo. Siamo comunque l’Italia e dobbiamo migliorare sotto tanti punti di vista. Quando si incontrano squadre più forti dobbiamo essere ben preparati, prima del Mondiale faremo tanti allenamenti, mentre adesso abbiamo solo 48 ore di tempo”.

Dopo alcune polemiche riguardanti la Var, il tecnico dice la sua: “Sono a favore, fino a ieri ha risolto una miriade di problemi togliendo tantissime polemiche. Dobbiamo dare il tempo a tutti di metabolizzarlo, come ogni cosa nuova che viene introdotta. Sono d’accordo con Rizzoli quando parla di millimetri: dobbiamo discutere solo delle cose clamorose”.

Poi gli viene chiesto dell’idea di Sarri di cambiare il calendario delle Nazionali:

“Se mi danno più tempo e più giorni io sono contento. Quando ho chiesto di anticipare il campionato è successo il finimondo, adesso non voglio commentare tutto questo. Le Nazionali comunque ci sono sempre state e un allenatore che ha tanti giocatori convocati nelle varie selezioni deve essere contento”. “Quando facciamo gli stage non dobbiamo pensare alle prestazioni e ai risultati, nei club invece sì. Per questo gli allenatori devono pensare soprattutto alle cose pratiche. In Italia non c’è una squadra che gioca come il Napoli, così come non ce n’è una che gioca come l’Atalanta o come la Juventus. in base alle caratteristiche dei giocatori si studia un modo di giocare che possa farli rendere al meglio” conclude.

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