Islanda: è boom di nascite nove mesi dopo la vittoria contro l’Inghilterra

Che assumano infermieri negli ospedali nel giro dei prossimi nove mesi perché questa notte si farà tanto l’amore…

L’aveva detto, tra i salti di gioia e le capriole nell’aria, Gerard Piqué, difensore del Barcellona dopo la clamorosa rimonta contro il Psg demolito 6-1 nell’ottavo di Champions League. Un’euforia incontenibile, da far saltare gli schemi e le inibizioni. Il calcio è così: sentimenti, passione e amore. Tanto amore.

Da Barcellona si vola in Islanda, l’underdog dello scorso Europeo che ha sorpreso tutti, spingendosi, inaspettatamente, alla sua prima apparizione, ai quarti di finale. Rimarrà nella storia la coreografia ritmica con cui festeggiavano calciatore e tifosi, quel “geyser sound” che ha spopolato in rete conquistando sempre più beniamini che hanno iniziato a tifare per i vichinghi nordici.
Ma sarà scolpita negli attimi più belli del calcio, la vittoria a sorpresa della Nazionale islandese, contro l’Inghilterra, negli ottavi, in rimonta per 2-1, con le reti di Ragnar Sigurðsson e di Kolbeinn Sigþórsson, che hanno risposto al rigore di Wayne Rooney.

Era il 26 giugno 2016. Gli autori del Brexit calcistico, guidati dall’allenatore Lars Lagerback, fecero vivere una notte di festa, una notte indimenticabile. Da celebrare “intimamente” con lo spirito più genuino. Come detto da Piqué.
Detto fatto, come raccontato da un dottore locale sulle pagine del quotidiano islandese Visir, dopo nove mesi da quel giorno di giugno (tra il 26 marzo 2017 e i giorni precedenti e successivi) nell’isola islandese si è registrato un boom di nascite e di anestesia epidurale.
Un incremento anomale e improvviso, statistiche sballate e inattese, come quei gol segnati a Nizza che hanno portato l’Islanda tra le otto grandi d’Europa, prima di sbattere contro i padroni di casa francesi che si sono imposti per 5-2 nei quarti.

Abbiamo stabilito il record di epidurali nel reparto maternità questo fine settimana. Nove mesi dopo la vittoria 2-1 con l’Inghilterra

Così ha postato su Twitter, Asgeir Petur Porvaldsson, medico del reparto di anestesiologia dell’ospedale di Landspitali.
Beh, che dire. “Evviva la vita”, come diceva Rino Gaetano nella canzone “Gianna”:

Ma la notte la festa è finita, evviva la vita
La gente si sveste e comincia un mondo
un mondo diverso, ma fatto di sesso
e chi vivrà vedrà…

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