Il giro del mondo in 80 giorni. In bicicletta

Phileas Fogg, ricco londinese, assieme al fidato cameriere francese Passepartout, tentò di circumnavigare il mondo in soli 80 giorni per vincere una scommessa fatta coi compagni del circolo. Nel corso dei decenni, il prestigioso romanzo d’avventura dell’autore francese Jules Verne divenne celebre e spesso utilizzato come trampolino per emulare imprese simili. Senza mongolfiera, ma a bordo di un’imbarcazione oppure con mezzi improvvisati. Chi prova a stare sugli 80 giorni, fallendo, chi va oltre i tre-quattro mesi.

Ma c’è chi, in sella a una bicicletta, proverà a fare il giro del globo in 80 giorni precisi. La spericolata idea è di Mark Beaumont, ciclista e atleta scozzese, che ha presentato il suo piano. Sulla carta tutto regolare: pedalare per circa 370 chilometri al giorno per 75 giorni, una media di 16 ore al giorno, usando due giorni come riserva per recuperare le energie o in caso di emergenza e i restanti tre per spostarsi in aereo da un continente all’altro attraversando gli oceani.
In mente ha come obiettivo quello di battere l’attuale record di 123 giorni realizzato dal neozelandese Andrew Nicholson nel 2015, infrangendo proprio il record di Beaumont stabilito nel 2008 dopo aver pedalato per 195 giorni.

Pazzia o meno, il ciclista si allenerà facendo il giro dell’isola principale del Regno Unito, prima di iniziare la spedizione intorno al mondo il prossimo due luglio. Punto di partenza, a differenza di Fogg non sarà Londra, ma Parigi: da qui raggiungerà Pechino, attraversando Polonia, Lituania, Russia e Mongolia.
Successivamente si sposterà in Australia che attraverserà da Perth a Brisbane e poi in Nuova Zelanda per andare da Invercargill a Auckland. Poi in Canada, da Anchorage a Halifax e per finire l’ultimo viaggio in aereo che lo porterà in Portogallo, a Lisbona, prima dell’ultima fatica fino a Parigi.

Per il ciclista 34enne è un passo verso l’ignoto: fisicamente si è mai spinto per più di 200 miglia (circa 370 km) al giorno oltre i due mesi, ma in quest’avventura, al contrario del solito quando viaggia da solo, sarà assistito da un team grazie a veicoli di supporto per ricambi o necessità.
Avrà anche un materasso per potersi assicurare un riposo davvero rigenerante ogni notte. L’unica preoccupazione per Mark, al momento, è rappresentato dal passaggio in Asia: teme, infatti, che in alcune frontiere gli ufficiali non possano capire il senso del suo viaggio.
Ma sono beghe burocratiche a cui Beaumont al momento non pensa. In lui c’è solo il sogno di ripercorrere l’impresa del personaggio di Jules Verne:

Sono cresciuto con quei grandi storie di avventura in stile vittoriano. Quella storia è conosciuta in tutto il mondo e spara ancora l’immaginazione

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