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Gli addii “bomba”: dalla Cagnotto alla Pennetta

Ieri Tania Cagnotto, la tuffatrice italiana più forte di sempre, ha chiuso a 31 anni la sua carriera vincendo i campionati italiani di tuffi nella categoria di trampolino da un metro, disputati a Torino. Cagnotto aveva fatto sapere da tempo che si sarebbe ritirata dopo le Olimpiadi di Rio del 2016, e quella di ieri è stata la sua ultima gara. Nella sua lunga carriera ha vinto 41 medaglie fra Europei, Mondiali e Olimpiadi di tuffi.

Sono state oltre 1200 persone ad applaudire Tania Cagnotto nel giorno del suo addio alle gare. L’ultima finale vinta e l’ultima medaglia d’oro al collo, “è davvero bella questa medaglia”. L’ultimo tuffo, il sesto, fuori gara, con l’entrata a bomba, “perchè me l’hanno chiesto in tanti”.

Ma quello della Cagnotto non è stato certamente l’unico addio spettacolare nello sport. Come non citare quello di Alessandro Del Piero nel calcio. La, leggenda bianconera, salutò per l’ultima volta il pubblico della Juventus, proprio 4 anni fa Un addio che ancora oggi non può non emozionare, o come ha scritto l’ex numero 10 bianconero nel suo profilo ufficiale “indimenticabile”, Attimi indelebili, ricordi di un istante divenuto leggenda.

Forse però è nel tennis che troviamo uno degli addii più coinvolgenti. Era il 3 settembre 2006 ed Agassi viene battuto al terzo round degli Open Usa dal tedesco Benjamin Becker in un incontro interminabile (7-5, 6-7 (4/7), 6-4, 7-5). Dopo l’ultimo servizio vincente di Becker, Agassi lascia il campo e si accascia piangendo sulla sua sedia, mentre i 23.000 sugli spalti si alzato in piedi e gli riservano un lunghissimo applauso. Alla fine il tennista statunitense, profondamente commosso, riesce a parlare al pubblico:

“Il tabellone dice che ho perso, ma ciò che non racconta è ciò che ho avuto negli ultimi ventuno anni. Ho avuto lealtà. Mi avete sostenuto sui campi e nella vita. Ho avuto ispirazione e ho trovato voi e vi porterò con me per tutta la vita”.

 

Per tornare ad anni più recenti ci sono gli addii che si consumano all’apice del successo. Lo ha fatto lo scorso anno Nico Rosberg, che appena diventato campione del mondo di F1, ha deciso di abbandonare il mondo delle monoposto. Ma anche Flavia Pennetta, che pochi minuti dopo aver vinto il primo slam della sua carriera, gli Us Open, nel discorso di premiazione ha spiazzato tutti annunciando il suo ritiro. D’altronde dopo aver centrato un sogno inseguito tutta la vita cosa si può volere di più?

 

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