La sfida contro il cronometro: una pazza medaglia d’oro divisa per tre

Meglio ritrovarsi assieme al primo posto del podio che da soli al secondo, magari, staccati di qualche centesimo. Una massima che Tina Maze, sciatrice pluri-medagliata, ha fatto sua nel corso della sua carriera. In effetti, negli sport dove la prestazione dell’atleta si confronta con un cronometro, le possibilità di totalizzare lo stesso tempo, per quanto possano sembrare improbabili, non sono così impossibili.

In diverse discipline i vincitori si sono fatti un po’ più stretti sul podio per far salire il rivale che ha realizzato la stessa prova, ma quello che è successo il 26 ottobre del 2002 a Sölden, in Austria, è davvero incredibile se non unico.

Coppa del Mondo di sci edizione 2002-2003. Sulla pista di Rettenbach si inaugura il torneo con lo Slalom gigante femminile. Ci sono due promesse dello sci, l’austriaca Nicole Hosp e la slovena Tina Maze, e poi c’è la norvegese Andrine Flemmen che parte bene dimostrando di essere la leader nella prima parte del tracciato. Poi però la sciatrice, che l’anno passato aveva vinto lo Slalom gigante negli Stati Uniti, dilapida tutto il suo vantaggio e si assiste a qualcosa di memorabile.

La prima a scendere è Hosp, con l’11esima posizione, che taglia il traguardo con il tempo di 1:49.91 balzando in testa. Dopo è il turno di Maze che, mossa dalla quinta posizione, compie una prova pregevole limitando al massimo le sbavature. Ci si aspetta un grande tempo e di fatti arriva, ma il cronometro segna +0:00 rispetto al tempo di Hosp: anche Tina Maze centra l’1:49.91. Cosa significa? Al momento la medaglia d’oro va spartita tra le due concorrenti.

L’attesa, dunque, è per la Flemmen che è chiamata a fare un tempo migliore per lasciarsi alle spalle entrambe le rivali, ma su di lei pesa il rischio di scivolare addirittura in terza posizione al minimo errore. La discesa è perfetta, pulita, così tutti trattengono il fiato per vedere il cronometro. E qui capita l’imponderabile: 1:49.91. Anche lei! Nessun errore della macchina.

Tra euforia e sbigottimento, non c’è altra soluzione: ex-aequo e primo posto che va spartito. Così sul podio salgono assieme Hosp, Maze e Flemmen. Una beffa per Tina Maze al suo primo successo del mondo, ma non sarà l’ultimo: alle Olimpiadi di Sochi del 2014, infatti, la Maze condividerà la medaglia d’oro con Dominique Gisin, entrambe con lo stesso tempo.

About Giovanni Sgobba

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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