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Bastano 14 secondi per togliere un rigore: la moviola per la prima volta in Italia

Vi avevamo parlato del traguardo storico di Patrizia Panico, prima allenatrice in Italia a guidare una formazione maschile. Per la doppia amichevole tra Italia e Germania, formazioni under-16, si è seduta, infatti, sulla panchina degli azzurri sostituendo il ct Daniele Zoratto.
Ma l’amichevole giocata a Verona il 22 marzo ha segnato un’ulteriore svolta epocale per lo sport più seguito nella penisola. Anzi se vogliamo, è crollato uno dei tabù del calcio perché la moviola è entrata letteralmente in campo. E’ stato, infatti, annullato il primo calcio di rigore grazie all’ausilio della Var (Video assistance referee). E sono bastati, udite udite, solo 14 secondi.

Al minuto 73, l’arbitro Orsato ha prima concesso un penalty ai tedeschi, poi dopo essersi consultato con Rocchi e Valeri (video assistenti) è tornato sui suoi passi: il fallo da rigore c’era, ma il calciatore tedesco Grimm, prima di essere steso da Russo, era partito da una posizione di fuorigioco. Per prendere la decisione, come detto, sono stati necessari 14 secondi. Roberto Rosetti, ex arbitro e attuale responsabile del progetto Var per l’Italia ha spiegato:

I video assistenti arbitrali hanno appurato che la segnalazione del rigore era corretta, poi hanno rivisto l’azione e si sono accorti che l’attaccante tedesco era partito in fuorigioco di una cinquantina di centimetri e hanno avvisato Orsato. La gestione dell’episodio è stata ottima e la revisione è durata in totale soltanto 14 secondi

 

Sul risultato, invece, pochi dubbi. La Germania si è imposta 4-1 con le reti di Khan Agha al 2′; raddoppio al 12′ grazie ad Hartmann; 3-0 al 35′ con Grimm e poker calato al 23′ della ripresa sempre con Hartmann. Piccoli ha realizzato il gol della bandiera, dopo l’episodio da moviola. Queste le parole dell’allenatrice Panico:

Sapevamo che la Germania è una grandissima squadra e lo ha dimostrato. Noi siamo entrati probabilmente in campo un po’ timorosi, con un approccio alla gara troppo soft. I ragazzi sono stati bravi a non arrendersi e hanno cercato di recuperare il risultato. Abbiamo tanto lavoro da fare. Il mio esordio? L’attenzione mediatica è stata enorme, ma sono sempre rimasta serena. Sono una persona molto equilibrata che non si lascia trasportare dalle emozioni anche se devo ammettere che ascoltare l’inno mi trasmette sempre una bellissima sensazione. Rappresentare l’Italia è da sempre per me motivo di grande orgoglio.

Patrizia Panico, la prima allenatrice di una Nazionale maschile

Davanti a Patrizia Panico c’è solo da sedersi, temperare la matita e prendere appunti. In rigoroso silenzio. Anche perché dinanzi a una vincente del calcio c’è poco da parlare e si avrebbe l’impressione di fare domande fuori luogo. Una spruzzata di numeri per capire il contesto: 664 reti segnate in carriera, attaccante di razza di Lazio, Torino, Modena, Milan, Torres, Bardolino (poi diventata Agsm Verona) e, infine, Fiorentina nella stagione 2015-2016. A 41 anni con 20 reti in 24 gettoni. In mezzo anche una brevissima esperienza negli Sky Blue di New Jersey.
Parentesi Nazionale: 110 gol in poco più di 200 presenze, primo posto nella classifica marcatrici, superando Elisabetta Vignotto con 102 gol e Carolina Morace, istituzione del calcio femminile, con 105 realizzazioni.
Cosa ha vinto? Dieci scudetti, cinque Coppe Italia e otto Supercoppe italiane. Capocannoniere di Serie A per 14 volte (12 da singola, due ex aequo).

Ora, per quanto il calcio sia stato scritto da penne maschili che narravano le gesta di uomini, si può dire che le imprese e i successi non hanno connotazioni femminili o maschili. Sono una gioia per gli occhi, traguardi da vivere perché emozionano. Poter imparare da Patrizia Panico, ripercorrere solo un centesimo della sua carriera è un trionfo che tu sia ragazzo o ragazza.


Alcuni parlano di traguardo storico; noi diciamo, invece, che è la piacevole conferma che il valore, quello vero e indiscutibile, non conosce etichette o paletti. Panico sarà la prima allenatrice italiana a sedere sulla panchina di una Nazionale azzurra maschile.
Guiderà l’Under 16 nella doppia amichevole contro la Germania, sostituendo il ct Daniele Zoratto, del quale Patrizia è già assistente tecnico, impegnato con la nazionale Under 19 nella fase Elite del Campionato Europeo.
Le partite in programma sono rispettivamente mercoledì 22 marzo ore 14:30 allo stadio Bentegodi di Verona e venerdì 24 marzo ore 11 allo stadio Comunale di Caldiero Terme. Ecco le sue parole:

Penso che bisogna abbattere ancora tanti muri e questa decisione è una cosa che aiuta a farli crollare. Essere la prima donna su una panchina di una Nazionale maschile è senz’altro un bel traguardo e mi piace pensare che questa mia prima volta possa esserlo anche per tante altre mie colleghe. Non sapevo nemmeno che Zoratto andasse via durante le date delle partite e comunque penso che sia una scelta giusta, visto che sono la sua assistente. La novità me l’ha comunicata Zoratto stesso ma non posso dire quale è stata la mia prima esclamazione…