Davide Lanzafame: nella terra di Puskas, il riscatto di una carriera

Davide Lanzafame, il “Lanciafiamme” italiano, ora fa faville nella terra di Puskas. L’esterno offensivo torinese, che ha da poco compiuto 30 anni, ha trovato la sua dimensione in Ungheria nel Budapest Honvéd Fc in quella che è stata la storica squadra del campione Ferenc Puskas nella quale ha segnato una miriade di gol, prima di accasarsi al Real Madrid.

Lanzafame, dopo anni in cui ha girato parecchie squadre italiane, ha trovato la sua serenità nella squadra della capitale ungherese allenata da un altro italiano doc, il mister Marco Rossi.
Con il sogno di poter vincere il campionato OTP Bank Liga, Davide Lanzafame sta contribuendo, a suon di gol, a raggiungere questo obiettivo che manca da oltre 20 anni.

dALLe giovanili DELLA juveNTUS Al Bari di Conte

Cresciuto nelle giovanili della sua squadra del cuore, la Juventus, il veloce esterno offensivo ha giocato in Primavera insieme a talenti come Claudio Marchisio e Sebastian Giovinco con cui ha vinto un campionato, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e, con sette reti, la classifica marcatori del Torneo di Viareggio 2007.

Dopo l’esordio in prima squadra con la Juventus in Serie B, la stagione successiva è quella della consacrazione. Infatti, trasferitosi in prestito al Bari guidato dall’ex juventino Antonio Conte, il veloce attaccante si mette in mostra con prestazioni sontuose, arricchite da dieci reti. Salvezza in netto anticipo per i galletti, convocazione nell’Italia Under 21 e l’appellativo di “Lanzafame – Lanciafiamme” oltre al “Cristiano Ronaldo italiano”.

La stagione successiva viene ceduto in comproprietà al Palermo, in serie A, nell’operazione che porta l’attaccante brasiliano Amauri a Torino. Il giovane Lanzafame, però, non ha quella continuità che si aspettava e pertanto, durante il mercato invernale, ritorna a Bari dove colleziona 18 presenze con due gol, che contribuiscono alla vittoria del campionato e la conseguente promozione.

 

LA PRIMA DOPPIETTA IN SERIE A, PROPRIO CONTRO LA JUVE

Il ritorno in A è quello da batticuore, “Lanciafiamme” disputa un bellissimo campionato con il Parma in cui segna la sua prima doppietta nella massima serie proprio contro la sua squadra in cui è cresciuto, la Juventus. La bellissima stagione disputata tra i ducali fa sì che l’allora allenatore bianconero, Gigi Delneri, lo richiami a Torino per poterlo schierare nel suo classico 4-4-2.

Il ritorno, però, non è dei migliori tant’è che da lì in poi inizia una fase calante che lo porterà a girovagare in varie squadre: Catania, Brescia, Grosseto, la prima esperienza estera all’Honvéd e soprattutto il coinvolgimento nel filone Bari-bis dello scandalo calcioscommesse.

 

L’approdo all’Honvéd in Ungheria

Giunto in terra magiara nel mercato di riparazione 2013, Lanzafame riesce a conquistare un’epica qualificazione all’Europa League, ma si fa notare anche per un bisticcio con un suo compagno di squadra per la battuta di un calcio di rigore, con tanto di successiva espulsione.

Nel 2014 rientra in Italia per due stagioni: una stagione a Perugia e poi a Novara, prima di riprendere l’aereo per Budapest.
All’Honvéd, attualmente, ha trovato una giusta dimensione calcistica anche se il talento ammirato nella Juve Primavera, a Bari e a Parma non si è più realmente rivisto. Scelte sbagliate e occasioni sprecate hanno preso il sopravvento. Quest’anno però “Lanciafiamme” si è imposto l’obiettivo di vincere il campionato e ci sta provando dando un grosso aiuto l a suon di gol: otto le reti segnate sinora.
I tifosi magiari che sperano nella vittoria dell’OTP Bank Liga che manca da troppo tempo: il sogno è che la squadra rossonera possa ritornare a splendere come ai tempi del grandissimo Ferenc Puskas.

L’ottima stagione calcistica ha riacceso anche l’attenzione mediatica nei suoi confronti: i comici Pio&Amedeo, protagonisti della trasmissione Emigratis, in giro per Budapest, hanno sfruttato con il loro consueto modo “poco cortese” la disponibilità di Lanzafame, scroccando cibo, soldi e tanto, tanto altro…qui potete vedere il video.

Dario Sette

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