Sergio Parisse, un vero capitano anche in Francia

Ha iniziato a giocare con una palla ovale a sei anni quando era un bambino e oggi, con oltre 120 presenze in Nazionale, non ha intenzione di smettere. Si tratta di Sergio Parisse, 33enne rugbista italiano nato in Argentina a La Plata da genitori abruzzesi residenti in Sudamerica per lavoro. Suo padre, Sergio senior, era già stato giocatore di rugby a L’Aquila. Rientrato in Italia in età adolescenziale, si è immerso appieno nel rugby per poi mai staccarsene sino a diventare una bandiera e storico capitano dell’Italrugby.

Leader indiscusso della Nazionale italiana, oltre che del club in cui milita lo Stade Français Paris, il capitano copre il ruolo di terza linea centro come il più classico dei numeri 8.
Parisse è nella capitale francese da dodici anni e ha avuto modo di vincere due campionati, uno nella stagione 2005/06 e l’altro nel 2014/15 ricevendo anche il riconoscimento di miglior giocatore del torneo.

Storica è stata la notizia di qualche settimana fa di un dietro front che ha riguardato proprio la società francese. Per molto tempo si è parlato di una fusione tra il club Stade Français e l’altra squadra parigina e rivale, il Racing 92. La notizia aveva scaturito mugugni soprattutto tra i tifosi, infatti la rivalità tra le due squadre è molto forte, paragonabile ai derby italiani Roma – Lazio e Milan – Inter.
Una vera e propria rivoluzione che per giorni ha reso teso il clima a Parigi e nelle due squadre che insieme contano quasi 90 giocatori. Infatti il progetto societario prevedeva un taglio del 50% dei giocatori facenti parte delle due rose. Taglio che però non avrebbe coinvolto direttamente Sergio Parisse così come non avrebbe interessato Dan Carter, il rugbista neozelandese del Racing 92 nonché il più pagato al mondo. A farne le spese sarebbero stati molti compagni di squadra del capitano azzurro.
Proprio per questo motivo l’intera rosa dello Stade Français, guidata proprio da Parisse, aveva pensato di proclamare un vero e proprio sciopero, interrompendo gli allenamenti e minacciando anche di non scendere in campo per il match di campionato.
Tuttavia attraverso un comunicato ufficiale, il presidente del Racing 92, Jacky Lorenzetti, ha ufficializzato che la fusione non si è fatta più, per la gioia dei tantissimi supporters e dei giocatori.

Aldilà degli aspetti prettamente sportivi, dopo tante stagioni a Parigi, Sergio Parisse è quasi francese d’adozione anche se il suo cuore batte solamente per l’Italia. Negli ultimi anni, proprio il capitano è stato il simbolo di un’Italrugby che ha cambiato look e che si è affacciata a palcoscenici internazionali con una gran voglia di farsi notare.

Il leader della Nazionale vive con la sua famiglia nella capitale transalpina, il tempo libero lo dedica alla sua famiglia e al relax. Piace accompagnare sua figlia a scuola o al parco, ma adora anche dormire, soprattutto le sera dopo un duro match.
Prima del riposo a letto però, Sergio Parisse, a fine gara negli spogliatoi cerca di alleviare la fatica gustandosi una buona birra con i suoi compagni con tanto di selfie. Ovviamente la birra la si gusta meglio dopo una vittoria.

 

A quasi 34 anni è ancora punto di riferimento del suo club e della Nazionale. Il sacrificio, la pazienza  e la costanza hanno fatto sì che diventasse uno dei giocatori più forti della storia dell’Italrugby. Il suo sogno è vincere qualcosa proprio con la maglia azzurra, provando a fare meglio nella prossima Coppa del Mondo in Giappone nel 2019.

Più fattibile è la situazione con il suo club, seppure in questa stagione lo Stade Français non stia brillando. Parisse spera che il prossimo anno si possa ripuntare alla vittoria del campionato magari con un suo “drop”, colpo di rara bellezza ma che il capitano ha già saputo realizzare molto tempo fa.

Dario Sette

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