Andrea Pirlo saluta il calcio. L’ultima partita del “Maestro”

Sembrava fosse come un abete, un pino o comunque un albero sempreverde, ma purtroppo la fine di una grande carriera è arrivata anche per Andrea Pirlo. Un 2017 che si porta via dai campi da calcio dopo Francesco Totti, Kakà, Xabi Alonso e Philipp Lahm, anche un altro campionissimo.

Domenica sera l’ultima gara disputata con il New York City in una semifinale di ritorno di Eastern Conference che ha visto la squadra newyorkese battuta contro i Columbus Crew.

Qualche ora prima dell’ultima apparizione ha ribadito che:

A 38 anni è giusto dare spazio ai ragazzi. No, non sono arrabbiato. Anzi do una mano agli altri e all’allenatore

L’ingresso all’89esimo minuto è stata più che altro una passerella per quello che è stato un fenomeno dentro e fuori dal campo. Un calciatore che si è fatto amare da tutti gli appassionati di calcio, in Europa ma anche negli Stati Uniti. In effetti nonostante con la squadra americana non siano arrivati i risultati che si speravano, il pubblico e la società non ha fatto che ringraziare quel calciatore che in silenzio, ha sempre fatto parlare con i piedi. L’esperienza estera gli ha permesso di vivere a New York e di dedicarsi anche ad altre attività che in Italia era impensabile poter fare.

Negli Stati Uniti si è fatto apprezzare ovviamente per le sue doti tecniche che, nonostante l’età lo hanno reso celebre durante le partite di Major League Soccer.

Poco dopo l’ultimo match ha voluto ringraziare tutti coloro che l’hanno sostenuto durante la parentesi al New York, ma anche a tutti coloro che lo hanno accompagnato in questi 23 anni di carriera.

Ultima partita in MLS. Visto che la mia avventura al NYFC è giunta alla fine vorrei dire poche parole. Volevo ringraziare tutti per la gentilezza e il supporto che mi hanno mostrato in questa incredibile città. Grazie agli incredibili fans, grazie a tutto lo staff e a tutti quelli che lavorano dietro le quinte, grazie ai miei compagni di squadra. Non solo la mia avventura a NY finisce ma anche la mia avventura come giocatore di calcio, per questo vorrei cogliere l’occasione per ringraziare la mia famiglia ei miei figli per il sostegno e l’amore che mi danno sempre, ogni squadra in cui ho avuto l’onore di giocare, tutti i compagni di squadra con cui ho giocato, tutte le persone che hanno reso la mia carriera così incredibile e ultimi ma non per ordine di importanza, tutti i tifosi da ogni parte del pianeta che mi hanno sempre mostrato supporto. Sarete sempre nel mio cuore!

L’avventura americana inizia il 6 luglio 2015, quando viene ufficializzato il suo passaggio a titolo gratuito al New York City. Dopo 20 stagioni in Serie A decide di cambiare aria e provare un’avventura oltreoceano. L’esordio in Mls avviene il 26 luglio, entrando al 56′ del match tra New York City e l’Orlando City del suo ex compagno al Milan, Kakà.

Tuttavia, per il primo gol americano del Maestro (è stato più volte chiamato così in Usa), c’è d’attendere un anno. In effetti il 18 giugno 2016, nella vittoria casalinga sui Philadelphia Union, segna su punizione (marchio di fabbrica Pirlo) il suo primo gol in Major League Soccer.

Anche la società che lo ha accolto nel 2015 ha voluto ringraziarlo in maniera ufficiale dedicandogli una copertina.

#GrazieMaestro 👏 #NYCFC

Un post condiviso da New York City FC (@nycfc) in data:

Ora che gli scarpini verranno appesi si dedicherà alla famiglia e al golf (sua passione coltivata in Usa). L’idea di vederlo su una panchina è ancora lontana dato che gli deve scattare la scintilla. A lui non è ancora scattata.

Dario Sette

About Dario Sette

Giornalista professionista, cura “Italians”, rubrica che parla di sportivi italiani che si sono affermati all’estero. E chissà magari, Ivanka Trump, la prossima volta non confonderà più Giorgio Chinaglia, ex attaccante di Lazio e New York Cosmos, per un santo.

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