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Gp di Francia, Viñales in pole seguito da Valentino

Maverick Viñales torna a primeggiare in qualifica e al GP di Francia diventa ancora una volta il riferimento. Una partenza al palo che al pilota Movistar Yamaha mancava dalla gara di Losail. Ma è il sabato delle moto di Iwata con Valentino Rossi (Movistar Yamah) e Johann Zarco (Monster Yamaha Tech 3) che monopolizzano la prima fila del via. La miglior Honda ancora una volta non è ufficiale: quella LCR di Cal Crutchlow.

Le seconde qualifiche della classe regina si svolgono sotto un cielo velato. La pioggia però sembra lontana e non un pericolo per gli ultimi quindici minuti di sessioni del sabato della massima serie.

La sfida sembra tutta tra le Honda e Scott Redding, migliore della FP3. Il più veloce delle quarte libere però è stato Viñales. Proprio il talentuoso catalano domina da subito le qualifiche e, passaggio veloce dopo passaggio veloce, è pole con il tempo di 1:31.994s.

Colpo di scena a pochi minuti dall’apertura della pit-lane: Marc Marquez è vittima di una caduta alla curva 2 ma che non pregiudica di tanto le sue qualifiche. Il pilota HRC chiude con il quinto tempo ma la prima Honda non sarà quella colorata Repsol e al suo fianco partirà Crutcholw autore del quarto crono.

Andrea Dovizioso tiene alto il nome Ducati ed è sesto in seconda fila.

Valentino Rossi, a meno sette minuti dalla fine, sale in seconda posizione; riprova il giro veloce ma è in scia a Jack Miller (Estrella Galicia 0,0 Marc VDS) che cade. Per il Dottore, forse disturbato dall’errore dell’australiano, il secondo tempo grazie al giro successivo e un ritardo di 0,106s dal compagno di scuderia. È la prima fila e, dopo quella in Texas, altre ottime qualifiche per il nove volte iridato.

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Gp di Francia: nelle prime libere Miller stupisce tutti

Jack Miller (EG 0,0 Marc VDS) segna il miglior tempo della prima sessione di libere al GP di Francia. 1:37.467s per il pilota Honda satellite che infligge un distacco di 1,2s a Marc Marquez, portacolori HRC. Terzo a 1,7s Johann Zarco (Monster Yamaha Tech 3).

La giornata della classe regina si apre con un clima in via di miglioramento rispetto alla sessione delle Moto3™ e la pista si va asciugando con il passare delle sessioni. Molti piloti però proveranno con gomme da bagnato. Il freddo fa comunque da padrone e questo inciderà sulle prestazioni.

Da segnalare l’esordio di Sylvain Guintoli con i colori del team Suzuki Ecstar al posto di Alex Rins, fuori per infortuno. Per il campione del mondo WorldSBK con Aprilia il ventesimo tempo.

test di Losail

Maverick Viñales (Movistar Yamaha) ci prova fino alla fine a dominare la tabella tempi e a battere le Honda ma è decimo, meglio di lui farà il compagno di box Valentino Rossi che ad inizio FP1 resta più arretrato ma esce nel finale e, con il tempo di 1:40.894s è ottavo.

Autore di un ottimo inizio di GP francese è Jorge Lorenzo da subito nelle altre posizioni della tabella crono scivola poi in basso chiudendo addirittura fuori dalle prime quindici posizioni. La prima sessione vede le moto di Borgo Panigale non tra i protagonisti e la migliore sarà quella satellite di Loris Baz (Reale Avintia Racing), autore del quinto tempo

Le due Yamaha non ufficiali partono subito forte, Jonas Folger (Monster Tech 3) domina anche la sessione ma alla fine il tedesco sarà dodicesimo davanti a Dani Pedrosa, il pilota Repsol Honda e vincitore dell’ultimo GP a Jerez questa volta non sembra partire con il piede giusto. Johann Zarco, fresco di rinnovo contrattuale fino al 2018, invece metterà a referto il terzo tempo davanti a Cal Crutchlow (LCR Honda).

Oltre alla sorpresa Baz sono da registrare il sesto tempo di Karel Abraham (Pull&Bear Aspar Team) e il settimo di Bradley Smith, per la prima volta con KTM nella top 10.

Andrea Iannone (Suzuki Ecstar) è di poco fuori dalle prime dieci posizioni mentre Danilo Petrucci (Octo Pramac Racing) è quindicesimo dietro ad Andrea Dovizioso(Ducati Team).

hayden

Hayden resta grave, subito un gravissimo danno cerebrale

Nicky Hayden è rimasto coinvolto in un serio incidente stradale mercoledì pomeriggio nei pressi di Riccione. Ricoverato all’ospedale di Infermi Rimini, è stato poi trasportato a Cesena.

35 anni, campione del mondo nel 2006, MotoGP™ Legend e oggi pilota Red Bull Honda nel WorldSBK, si stava allenando sulla sua bici da corsa lungo la strada Riccione-Tavoleto quando è stato investito da un’autovettura. Dopo la notte passata in ospedale, il polo ospedaliero romagnolo ha diramato il bollettino ufficiale,

“Le condizioni cliniche di Nicky Hayden restano estremamente gravi”. Dice il comunicato del Bufalini. “Il giovane, che si trova ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione, ha riportato un grave politrauma con conseguente gravissimo danno cerebrale”.

Campione nella classe regina, da due anni è in Superbike con la Red Bull World Superbike Honda, la scuderia ufficiale della Casa dell’ala. La sua ultima apparizione in MotoGP™, dove corse per tredici stagioni complete, sono stati il GP d’Australia dell’anno scorso anticipato da quello di Aragona dove sostituì Jack Miller con i colori del team EG 0,0 Marc VDS; a Phillip Island invece corse con la scuderia ufficiale HRC sulla moto di Dani Pedrosa.

il messaggio di valentino

In tantissimi nel mondo della MotoGp hanno voluto esprimere la vicinanza al pilota che ha fatto le sue ultime apparizioni in MotoGP™ nel 2016. Anche Valentino Rossi, portacolori Movistar Yamaha, ventidue stagioni di corse e oggi primo in classifica iridata ha voluto esprimere il suo sentimento per l’ex rivale. Rossi e Hayden battagliarono per il titolo del 2006 con il finale, a Valencia, che si risolse con la sconfitta di Valentino.

“Nicky è uno dei migliori amici che ho avuto nel paddock”. È il lungo post su Instagram del nove volte campione del mondo dedicato al pilota statunitense, “Siamo stati compagni di squadra con la Honda nel suo anno da rookie, il 2003, quando era un giovane debuttante alla prima esperienza europea. Quella stagione si chiuse con il mondiale per me e con il suo primo podio a Phillip Island. Dopo qualche anno abbiamo lottato uno contro l’altro per il mondiale 2006 fino all’ultima gara e alla fine, purtroppo per me, mi ha battuto ed è diventato il campione del mondo della MotoGP™. Dopo la gara ci siamo dati la mano e ci siamo abbracciati”.

Rossi prosegue descrivendo i momenti di rivalità e di rapporto con Hayden, la carriera del pilota Honda come quella di Rossi è stata lunghissima; i due si sono scontrati e hanno diviso lo stesso box diverse volte. “In seguito siamo stati ancora compagni di squadra nei difficili anni della Ducati, quando parecchie volte abbiamo lottato all’ultimo sangue, magari per conquistare l’ultimo posto nella top five. Nicky veniva spesso al Ranch, dove era sempre uno spettacolo vederlo e cercare di carpire qualche segreto battagliandoci insieme, perché lui è uno dei più veloci flattisti del mondo e prima di passare all’asfalto ha vinto le più importanti gare di Flat Track americano come il Peoria TT”.

Il lungo pensiero via social della leggenda sportiva termina: “Il più bel ricordo che ho di lui però è quando è venuto a darmi la mano dopo la sfortunata gara di Valencia 2015, durante il giro d’onore. Per lui era l’addio alla MotoGP™, io avevo appena perso il mondiale. Il suo sguardo di supporto dentro il casco è uno dei pochi ricordi positivi che ho di quel giorno. Forza Nicky, siamo tutti con te”.

gp di spagna

Gp di Spagna, riscatto Honda. Pedrosa davanti a tutti

Il GP di Spagna termina con la vittoria di Dani Pedrosa che estende la sua ottima prestazione a Jerez de la Frontera anche alla gara. Il portacolori del team Repsol Honda è il più veloce dalle libere, mette la firma sulla pole position e domina la corsa dallo spegnersi del semaforo alla bandiera a scacchi. Una vittoria cristallina per il veterano della squadra HRC. La seconda, dopo il successo a Misano 2016 in una domenica sempre di grandi prestazioni. Alla gara 3000 di MotoGP™ il compagno di box Marc Marquez è secondo.

Rossi è protagonista di un avvio difficoltoso. Per il Dottore un GP senza particolari squilli e dopo aver perso il duello interno al box e aver subito ritorno di Dovizioso e di Petrucci è superato anche da Jonas Folger (Monster Yamaha) e, alla fine, da Aleix Espargaro (Aprilia Gresini). È decimo.

Anche per Maverick Viñales (Movistar Yamaha) una gara andalusa non facile; il numero 25, partito dalla seconda fila duella in zona top 5 non sembra mai in condizione di poter essere incisivo e, con un passo costante, arriva alle soglie della top 5 al sesto posto davanti a Danilo Petrucci (Octo Pramac Racing).

La classifica generale vede al primo posto ancora Rossi (62 punti) con Viñales vicino a 60. Si fanno sotto i piloti HRC con Marquez terzo a 58 lunghezze iridate e quarto Pedrosa a 52.

Dani Pedrosa

Pedrosa conquista la pole al Gp di Spagna

Dani Pedrosa è il più veloce delle qualifiche al GP di Spagna. 1:38.249s il crono di riferimento della Q2 che il pilota Repsol Honda mette a referto al sesto passaggio. Serrata ed emozionate la lotta all’interno del box HRC con Marc Marquez che prova a strappare al collega di team la partenza al palo ma, a causa di una sbavatura al team alla curva 12, si ferma al secondo posto con un ritardo di 0,049s dal connazionale.

Ultima pole position per Pedrosa a Sepang nel 2015, in quell’occasione il pilota di Sabadell vinse il GP della Malesia.

Cal Crutchlow (LCR Honda) conquista la prima fila nonostante una caduta decretando, come nel primo giorno di GP, il dominio Honda delle prime posizioni, non succedeva dal GP di Germania del 2014. La prima moto di Iwata è infatti quarta e Maverick Viñales (Movistar Yamaha) aprirà la seconda fila dello schieramento al via.

“Credo che abbiamo ottenuto un buon risultato”, le parole del numero 25 Yamaha. “Non sono molto contento, credo che avremmo potuto fare di più. La moto va meglio nelle curve destrorse e in quelle a sinistra abbiamo poco grip, dovremo lavorare questa sera. Dobbiamo decidere ancora che gomme usare in gara”. Termina, “Con la gomma media ho fatto molti giri ma il warm up ci darà altre indicazioni”.

Bene Andrea Iannone (Suzuki Ecstar); arrivato dalla Q1, conquista una buona quinta casella che gli consente di iniziare la gara andalusa con qualche speranza in più dopo le difficoltà del primo giorno.

Prosegue con un passo convincente anche Jorge Lorenzo. Il portacolori del Ducati Team mette a referto l’ottavo tempo. Terza fila anche per Valentino Rossi (Movistar Yamaha), uomo pole nel 2016, che paga un ritardo di circa 0,6s da Pedrosa.

La migliore Aprilia sulla griglia di partenza è quella di Aleix Espargaro che scatterà dalla dodicesima casella dopo essere stato protagonista di una scivolata alla curva 2. Caduta anche per Jack Miller (EG 0,0 Marc VDS).

Gp di Jerez: a Pedrosa le prove libere

Le prime libere al Gp di Jerez de la Frontera si chiudono con il miglior tempo di Dani Pedrosa. Il pilota Repsol Honda conferma il primato della sessione mattutina, segnata dalla pioggia, e mette a referto il crono di 1:39.420s. Un bel segnale quello del numero 26 che primeggia su un tris formato da sole moto dell’ala. La prima non Honda è la Ducati di Jorge Lorenzo, da subito a suo agio sulla pista spagnola.

Le condizioni climatiche sono mutate in meglio nel pomeriggio andaluso. Pedrosa conferma la sua competitività al quarto GP della stagione e dopo metà sessione pomeridiana è già davanti. Quello che non riesce al compagno di box Marc Marquez. Il campione del mondo in carica chiude le sue libere come quattordicesimo della combinata a 1,4s dal collega.

Jack Miller (EG 0,0 Marc VDS) è secondo alle spalle del numero 26 HRC. Tra i due piloti Honda 0,544s mentre al terzo posto Cal Crutchlow, portacolori LCR, che si ferma a 0,625s da Pedrosa.

A meno cinque minuti dalla fine Jorge Lorenzo risale con un balzo la classifica delle basse posizioni e in due passaggi comanda la classifica. Solo il primato di Pedrosa e la rimonta di altri piloti gli faranno chiudere le libere in quarta posizione a 0,871s di ritardo davanti a Danilo Petrucci (Octo Pramac Racing), quinto a meno di un secondo dalla vetta mentre Andrea Dovizioso, compagno di box del maiorchino, è ottavo.

test di phillip Island

La miglior Yamaha è quella ufficiale di Maverick Viñales (Movistar Yamaha) che alla fine sarà sesto pagando un ritardo di 0,9s dal connazionale. L’ex leader della classifica iridato sarà protagonista anche di una caduta alla curva 9.

Più arretrato il suo compagno di scuderia Valentino Rossi che lavora in vista delle qualifiche nonostante le condizioni variabili del primo giorno a Jerez. Il Dottore, primo in classifica, chiude come dodicesimo dopo aver provato una nuova carenatura.

 

dottore

Il “Dottore” arriva a Jerez, una delle sue piste più vincenti

I numeri del “Dottore” nove volte campione sulla pista andalusa sono impressionanti; a sette vittorie nella classe regina (2001, 2002, 2003, 2005, 2007, 2009 e 2016) se ne aggiungono due: in 125cc nel 1997 e in 250cc nel 1999.

Il primato in classifica è arrivato grazie alla continuità di piazzamenti nelle posizioni che contano e ottime prestazioni in gara ma, la consapevolezza, è quella che c’è ancora da lavorare per raggiungere la massima competitività.

“Mai avrei pensato di arrivare a Jerez come leader del campionato. Sono molto contento perché abbiamo iniziato a risolvere alcuni problemi che ci hanno rallentato durante i test invernali; per questo abbiamo potuto fare delle buone gare. Sicuramente però dobbiamo ancora migliorare la moto. Questa è la prima gara europea e la pista mi piace molto. Ad Austin abbiamo fatto dei passi in avanti sin dalla prima sessione di prove e sarà importante farlo anche qui a Jerez. Capiremo ancora come lavorare e sono sicuro che saremo in grado di trovare le giuste soluzioni”.

Dopo il deludente risultato di Austin sono felice di non aver riportato delle lesioni – sottolinea invece l’altro centauro della Yamaha, lo spagnolo Maverick Vinales, caduto durante il Gp americano – Abbiamo inoltre dimostrato che abbiamo il potenziale per lottare per la vittoria in ogni gara e questo mi motiva anche in vista di Jerez. Su questa pista le Yamaha sono sempre andate veloci, e lo sarò ancora, così come accaduto ad Austin e nelle altre gare di questo inizio di stagione. Dobbiamo essere concentrati, trovare un buon set-up per la moto e spingere fino alla fine della gara“.

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Gp degli Stati Uniti: Dominio Marquez davanti a Rossi

L’appuntamento texano della classe regina si conclude con la vittoria di Marc Marquez (Repsol Honda). Il campione del mondo fa suo per quinto anno di fila il GP degli Stati Uniti, nessuno come lui al COTA. Domenica da dimenticare per Maverick Viñales (Movistar Yamaha) che cade dopo pochi giri, dall’altra parte del box di Iwata è grande soddisfazione: Valentino Rossi chiude in piazza d’onore davanti a Dani Pedrosa (Repsol Honda) ed è nuovo leder iridato. La prima Ducati è quella di Andrea Dovizioso, sesto finale.

Cinque edizioni, cinque pole position per Marc Marquez, dunque, ed adesso anche cinque vittorie di fila. Il campione del mondo della Honda Hrc ha approfittato del suo feeling con il circuito a stelle e strisce ed è riuscito a fare lavorare al meglio la sua moto utilizzando le gomme Michelin della mescola più dura sia davanti che dietro. Ha saputo pazientare al via quando il compagno di squadra Daniel Pedrosa è scattato come un fulmine approfittando del pneumatico più morbido usato ma, quando la sua ha cominciato a funzionare al meglio e quella dei suoi avversari, invece, hanno cominciato a calare, ha salutato tutti e se ne è andato, arrivando come un cavaliere solitario all’arrivo mettendo a segno l’hat-trick con pole, vittoria e giro più veloce.

Un successo più che meritato che non è stato minimamente sminuito dal non aver potuto battagliare con Maverick Vinales, primo sia in Qatar che in Argentina, ma caduto nelle fasi iniziali della corsa. Fuori il giovane pilota catalano, la Movistar Yamaha si è affidata alla classe dell’immarcescibile Valentino Rossi. Il “Dottore” è partito bene, ha cercato di tenere il passo delle due Hrc e, quando, Marquez si è involato, ha portato il suo attacco alla moto di Pedrosa, che montando il suo stesso tipo di gomme era un pò in crisi. Lo ha attaccato, passato e poi si è preso anche il giusto vantaggio che ha annullato la piccola penalizzazione di tre decimi che la direzione gara gli aveva comminato per un taglio di curva a causa di una quasi collisione con la Yamaha Tech 3 di Johann Zarco.

Ora Rossi guida la classifica della classe regina con sei lunghezze di vantaggio sul catalano e 18 sul trionfatore di Austin. L’ultima volta che il 38enne pilota di Tavullia era stato al comando era stato in Malesia nel 2015, quando passò Lorenzo prima dell’ultima discussa gara di Valencia.

“È una sorpresa speciale per noi, il mio miglior risultato ad Austin. Marquez era più veloce, Viñales è caduto e ho avuto la meglio su Pedrosa ma è stata dura. Dopo un precampionato nel quale non siamo stati veloci e delle prime gare impegnative questo risultato è una grande cosa. La mia moto ha bisogno di un po’ di tempo per essere capita ma abbiamo visto che ha un ottimo potenziale e va benissimo con le gomme usate. Sono molto contento per oggi”.

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Gp Austin: Super pole di Marquez. In prima fila anche Vinales e Valentino

Superpole per Marc Marquez con 2’02″741 al Gp Austin che conferma che il COTA è casa sua. Ma al termine della qualifica del Gran Premio delle Americhe il campione del mondo della Honda Hrc scopre di avere uno scomodo vicino di casa. Maverick Vinales trionfatore nei primi due Gran Prix della stagione, infatti, ha portato la sua Movistar Yamaha a soli 130 millesimi.

Questa sera quindi, si prospetta un nuovo duello all’OK Corral con i due spagnoli che andranno con il gas a manetta. Ad aspettare che i due commettendo qualche errore ci sarà Valentino Rossi.

test di phillip Island

Il “Dottore” si è conquistata l’ultima piazzola in prima fila, anche se paga otto decimi al vicino di box. E stasera si una pista così lunga sarà importante avere un buon passo. Marquez nella FP4 ha mostrato di averlo, mentre i due della Yamaha hanno girato con gomme diverse e quindi non si può fare una comparazione. Il warm up di domenica mattina prima del via chiarirà ulteriormente le forze in campo. Ma è indubbio che per Captain America non sarà facile prendere la testa della gara e andarsene in solitario fino al traguardo.

Si preannuncia, quindi, un’altro spettacolo entusiasmante come in Qatar e Argentina. Tra i protagonisti potranno rientrare anche gli altri componenti del Mucchio Selvaggio. Dani Pedrosa con l’altra Honda Hrc aprirà la seconda fila ed al suo fianco avrà un velocissimo rookie come Johann Zarco ed un mastino come Jorge Lorenzo. I primi due sono divisi da sassanta millesimi, mentre il mallorchino, dopo essere passato dalla Q1 è ha tre decimi dal pilota di Sabadell.

Marc Marquez

“È stato difficile fare la pole, i piloti Yamaha sono molto forti. Ma alla fine ci sono riuscito e sono felice. Nella mattinata la pista era critica. Il secondo incidente è stato molto strano, non ho fatto alcun errore. Le condizioni della pista domani saranno molto importanti per il comportamento delle gomme. Il passo mio e di Maverick è molto simile, so che lui vorrà vincere e ci proverò anche io”.

valentino Rossi

“Sono contento, è stata la prima qualifica dell’anno completamente asciutta. Sapevo che avrei potuto fare un buon giro. Bene la prima fila. La cosa importante sarà fare una buona partenza e vediamo se riuscirò a stare con Marquez e Viñales. Ho migliori sensazioni con la gomma media, per cui credo che può rappresentare una buona opzione”.

Gp Austin

Gp Austin: nel circuito di Marquez, Viñales e Rossi lanciano la sfida

La categoria regina del campionato del mondo si appresta a vivere il Gp Austin, il suo terzo appuntamento e la classifica iridata è comandata da Maverick Viñales. Il pilota catalano del team Movistar Yamaha è a punteggio pieno dopo le due vittoria consecutive in Qatar e a Termas de Rio Hondo. Un dominio della classe fino ad ora intatto. Viñales sembra in grado di poter fare tutto quello che vuole. Domina la situazione, l’incertezza delle condizioni ambientali come è successo nei due GP passati, è velocissimo e vince. Nessun avversario fino ad ora è lo ha veramente impensierito.

Il terzo GP del 2017, in Texas, sarà una grande prova per Maverick Viñales e il team Movistar Yamaha. Il numero 25, primo in classifica generale a punteggio pieno, arriva sulla pista preferita del campione del mondo in carica Marc Marquez (Repsol Honda) provando a contrastare le statistiche.

test di Losail

“Ho tanta voglia di affrontare il GP ad Austin dove ho vinto la mia prima gara in Moto. Sono sempre andato molto bene su questa pista e, anche l’anno scorso, è stato uno dei miei migliori risultati. Credo che il tracciato si adatti bene al mio stile di guida, mi piacciono molto i cambi di pendenza che presenta la pista americana. Voglio vedere come andrà la mia M1 fino ad adesso ottima. Sono fiducioso”.

Il Dottore arriva da due GP molto positivi; soprattutto le gare, concluse sul podio come epilogo però di due fine settimana complicati. Un po’ tutto il precampionato di Rossi è stato in salita, ma nelle domeniche di Losail e di Termas de Rio Hondo il numero 46 ha messo in pista il meglio.

Phillip Island

“Sono contento di essere in Texas, mi piace molto la pista di Austin. Le prime due gare della stagione sono andate bene e spero di migliorare le mie prestazioni sin dei primi giorni di prove. Abbiamo tanto lavoro da fare e confido molto nella mia moto e nella scuderia. Il COTA è una pista difficile e mi piace molto. Ho un conto in sospeso con questa pista perché l’anno scorso ho fatto bene fino al warm up ma poi la gara non si è conclusa nei migliori dei modi. Quest’anno voglio rifarmi. Mi piace molto l’atmosfera che circonda questo appuntamento, vengo in America sempre molto volentieri”.