Tag: europeo

Raffaella Masciadri, cuore da capitano dentro e fuori dal campo

Sa dal sapore amaro parlare di basket femminile dopo la sconfitta contro il Belgio delle azzurre nell’Europeo che si sta disputando in Repubblica Ceca, ma c’è comunque da complimentarsi con le ragazze di coach Capobianco che ora sperano di battere la Lettonia per strappare il pass Mondiale 2018.

A guidare le ragazze dell’Italbasket la capitana e veterana, Raffaella Masciadri giocatrice del Famila Schio.
Nata a Como nel 1980, rappresenta una delle cestiste italiane più vincenti della storia del basket femminile, con ben 12 scudetti in bacheca.

Per l’ala azzurra, che da qualche settimana ha ottenuto un ruolo come presidente della Commissione atleti del Coni, un passato anche in America nella WNba, patria del basket mondiale. Per diverse stagioni, infatti, la comasca ha indossato la maglia del Los Angeles Sparks le “sorelle” dei più noti Lakers della Nba maschile.

Un onore per il basket italiano, che oltre ad avere cestisti azzurri tra gli uomini (vedi Belinelli, Bargnani, Gallinari e prima anche Datome), esporta anche talenti femminili negli Stati Uniti.

La capitana Masciadri, nel 2004 viene “notata” dall’allora coach losangelino, Michael Cooper, che decide di chiamarla a sé per inserirla nel gruppo di squadra per l’inizio del campionato WNba che si gioca in estate.

La stagione 2004 non è delle più semplici. Nonostante la fiducia che Cooper ha nei confronti della comasca, Raffaella Masciadri deve sgomitare molto per inerirsi negli schemi e nella realtà americana. Il primo campionato si chiude con 17 presenze e una media di 1,6 punti per partita in quasi 7 minuti di gioco.

Sebbene la prima stagione non sia stata esaltante la società richiama l’azzurra per l’anno seguente. Le cose, infatti, vanno decisamente meglio: si alza la media dei minuti giocati oltre che quella realizzativa, soprattutto dai tre punti.

In Italia rientra gli inverni per giocare con Schio e con la Nazionale. Proprio i molteplici impegni portano la comasca a decidere di “riposarsi” dagli impegni americani, prima di ritornarci nel 2008. Proprio in quella stagione, forse la migliore, le Sparks per un soffio non agguantano le Finals.

Un’esperienza unica per l’ala comasca che porta con sé ricordi indelebili della parentesi statunitense.
L’Italia e il basket italiano però non sono mai stati dimenticati, tant’è che alla prima occasione Raffaella ci è tornata e ha vinto tanto a Schio con la Famila.

Ora a 37 anni, oramai è una veterana ed è nella fase finale della carriera e vuole dare un apporto maggiore ora che ha un ruolo come presidente nella Commissione atleti Coni. In effetti la campionessa, parallelamente alla vita sul parquet, si è anche laureata in Scienze giuridiche.

Studiare e giocare è una cosa che si può fare senza eccessivi eroismi. Basta essere determinate!

E sicuramente lei lo è stata.

Dario Sette

Con Anika Niederwieser l’Italia Handball brilla in Germania

Lo sport italiano riesce ad esportare i propri talenti in tutto il mondo e in tutte le discipline sportive: non solo calcio, pallavolo o pallacanestro ma anche nella pallamano.

La 25enne campionessa, Anika Niederwieser, originaria di Bressanone, dopo una lunga permanenza dal (2011 al 2016) nella Esercito-Figh Futura Roma, ha deciso di trasferirsi in Germania in Bundesliga nel Thüringer HC.
Purtroppo il terzino sinistro a causa di un infortunio alla spalla ha concluso anzitempo la stagione e non potrà nemmeno partecipare alla spedizione europea della Nazionale italiana handball in Croazia il prossimo giugno, ma farà il tifo da casa. Anika, operata dal professor Tauber, ha ribadito che sta migliorando giorno per giorno anche grazie alle terapie di riabilitazione e punta alla prossima stagione.

Dal punto di vista professionale per ora preferisce restare all’estero per competere ad alti livelli anche dal punto di vista internazionale.

Come procede al stagione con il Thüringer?

La stagione volge al termine e siamo in lotta ancora per 2 obiettivi: la coppa di Germania, dove ci siamo qualificate per la Final Four e mantenere il  secondo posto in Bundesliga che garantirebbe l’accesso alla EHF Champions League. Quest’anno in Champions siamo usciti al main round e non siamo riuscite a qualificarci per i quarti di finale. Abbiamo margini di miglioramento non è un caso che il Thüringer abbia vinto consecutivamente le ultime sei edizioni della Bundesliga.

Aldilà dell’infortunio, come reputi la tua esperienza sinora nel campionato tedesco?

Sono molto soddisfatta delle mie prestazioni che seppur condizionate dal mio infortunio sono state sicuramente di alto livello. Ho iniziato la mia avventura in Germania giocando e vincendo la Supercoppa da protagonista segnando 8 gol davanti a un pubblico molto numeroso (circa 2000 spettatori) e caldo. Questa è già una grandissima differenza perché in Italia non è così seguita. Ancora siamo un po’ indietro rispetto agli altri Paesi europei ma, analizzando il percorso che la Federazione italiana gioco handball ha intrapreso negli ultimi anni e che sta programmando per il futuro, posso dire che si potrà benissimo diminuire il gap.

La stagione è lunga e pesante?

Sì la stagione parte un mese e mezzo prima dell’inizio del campionato con focus prima riguardo la parte fisica e atletica e poi molti test match. Durante la settimana prepariamo le partite studiando in maniera meticolosa le mosse dell’avversario.

Com’è il tuo rapporto con squadra e mister?

Con le mie compagne mi trovo bene. È stato facile integrarsi nel gruppo perché fin da subito mi hanno messo a mio agio. Siamo un bel gruppo e anche questo è importante. Anche con l’allenatore ho un buon rapporto, crede fortemente in me e ha la grande abilità di saper tirar fuori il meglio da ogni sua giocatrice.

Sinora qual è il tuo più grande successo personale e di squadra?

Il mio più grande successo personale è stato il premio come miglior difensore del Mondiale di Beach Handball 2014 disputato a Recife in Brasile. Con la Nazionale di Beach Handball abbiamo anche conquistato la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo nel 2015. Nell’indoor è stato l’accesso ai playoff dei Mondiali che si disputeranno in Germania il prossimo dicembre (la prima volta nella storia).
Mentre una delle emozioni più forti le ho provate al debutto in EHF Champions League, ma non posso dimenticare i brividi che sento quando con l’Italia canto l’inno nazionale insieme alle mie compagne e al pubblico. Da pelle d’oca.

 

Dal punto di vista sportivo-culturale cosa preferisci della Germania rispetto all’Italia?

La cosa che mi ha colpito di più è che in Germania esiste già un’attività propedeutica allo sport quando si è bambini nelle scuole. Puntano molto all’educazione sotto ogni punto di vista.

Passando più sul personale. Dov’è nata la passione per la pallamano?

La tradizione della pallamano della mia famiglia ha radici molto antiche, già mia nonna amava questo sport. Sin da piccola ho trascorso ogni sabato a vedere le partite di mio padre. Ho provato dapprima altri sport (pallavolo, nuoto e atletica leggera) ma crescendo mi sono accorta che i miei geni ospitavano la passione per la pallamano sia indoor che la beach handball.

Durante la tua permanenza in Germania ti è capitata qualche situazione goffa?

Durante il viaggio per affrontare la prima trasferta, a seguito di una frenata dell’autobus, mi si è rovesciato addosso tutto il piatto di spaghetti alla bolognese (ride, ndr).

A cosa ti dedichi nel tempo libero?

Nei momenti in cui sono lontana dai campi, studio o mi incontro con i miei compagni di squadra. In particolare mi piace viaggiare e scoprire nuovi posti.

Credi che dopo la fine del tuo contratto tornerai in Italia?

A me piacerebbe restare ancora all’estero per alcuni anni per giocare ad alti livelli internazionali.

Dario Sette

Il “Prinsipe” Daniele Paolucci campione europeo di Fifa 17

Il ventunenne romano e romanista doc , Daniele Paolucci, è il vincitore del campionato europeo di Fifa 17 Ultimate team disputatosi in Spagna a Madrid. Il Prinsipe, è il suo nome da player, ha sbaragliato la concorrenza raggiungendo prima una storica finale e poi battendo proprio nell’ultimo atto il favoritissimo Spencer Gorilla, dall’Inghilterra.

Per poter partecipare al torneo di Madrid, Daniele ha raggiunto la top 12 mensile di gennaio ottenendo 118 vittorie su 120; mentre in Spagna il torneo si è disputato prima con una fase a gironi da 4 e poi fasi a eliminazione dirette, come un vero e proprio torneo di calcio mondiale.

Un ragazzo dalla vita normale che ha saputo cogliere al meglio il proprio talento davanti a un video games. La soddisfazione per la vittoria è enorme, ma ora sotto al Mondiale in Germania. Con il sogno di ripetere la vittoria del campionato Mondiale di calcio 2006 proprio in terra tedesca.

Com’è stato l’Europeo di Fifa 17?

Il torneo è stato bellissimo, organizzato tutto perfettamente e nei piccoli dettagli. Ci sono stati molti avversari forti e duri da battere. In particolare due sono stati i momenti in cui ho avuto più difficoltà, entrambi relativi allo stesso avversario, il tedesco The Strxnger : contro di lui sono andato due volte in svantaggio però in entrambe le occasioni ho ribaltato il risultato.
La finale invece l’ho disputata contro l’inglese Gorilla, un player fenomenale. Sapevo di giocarmi tutto su Xbox One perché lui era sicuramente più portato sulla console di Microsoft. In effetti sono riuscito a strappare un ottimo 2-2 e poi ho vinto su PlayStation 4.

 

#gorilla 🦍 Vs Prinsipe👑

Un post condiviso da PrinsipeChannel (@prinsipechannel) in data:

Qual è stata la tua reazione appena dopo la vittoria?

È stata una grande emozione, perché non mi aspettavo di arrivare in finale ne tantomeno di vincere proprio il torneo europeo a Madrid, dato che è stata la mia prima vera apparizione in un torneo ufficiale. Spero di potermi ripetere a questi livelli anche al Mondiale di Berlino.

Come hai festeggiato il trionfo del torneo?

Non appena sono rientrato in Italia a Roma, ho brindato con i miei amici anche se in realtà non ho avuto molto tempo per i festeggiamenti dato che mi sono rimesso subito a lavoro per prepararmi in vista del torneo in Germania del prossimo 19 maggio.

Qual è stata la tua formazione che ti ha permesso di vincere?

Posso ribadire che la mia formazione è  stata un po’ diversa dalle altre. La maggior parte dei giocatori inseriva in difesa Sergio Ramos e Boateng.
Io ho optato per un 4-3-3 con Manolas e David Luiz centrali. Sugli esterni Florenzi e Marcos Alonso; a centrocampo Nainggolan, Kanté e Modric; mentre in attacco Suarez, Ronaldo e Messi. Una formazione che i miei avversari pensavano fosse meno competitiva, ma in realtà ho potuto dimostrare il contrario.

Hai un calciatore fedele e hai degli schemi specifici?

Sicuramente il “Ninja” Radja Nainggolan è un giocatore che non deve mancare nel mio team. Sicuramente l’utilizzo del centrocampista belga della Roma è stato un degli artefici della mia vittoria a Madrid. Per quanto riguarda gli schemi, preferisco puntare su una solida difesa e un asfissiante pressing.

Da quanto tempo ti sei appassionato a Fifa? Hai avuto anche modo di subire sconfitte che ti hanno fatto riflettere?

In realtà a Fifa gioco da tantissimi anni, da quando il gioco è passato su PlayStation 3. A livello competitivo gioco solamente dal 2015 dalle versione di Fifa 15.
Ovviamente le sconfitte ci sono state ed è proprio da quelle che nascono e crescono gli stimoli per fare meglio sia come giocatore che come player.

Immagino tu sia cresciuto giocando con i tuoi amici. Come loro hanno reagito alla tua vittoria?

Sicuramente tutti i miei amici sono stati più che contenti per la mia vittoria. Anzi devo ammettere che poiché è imminente il Mondiale, sono stati più felici loro per la conquista del titolo che io (ride ndr), proprio perché ho subito concentrato i miei pensieri per il prossimo torneo a Berlino.

E i tuoi genitori invece? Come hanno preso questa tua passione?

L’hanno presa bene anche perché posso ribadire che sono sempre riuscito ad alternare le partite alla Play allo studio e alle altre attività che ogni ragazzo fa nella sua vita. Per quanto riguardo la soddisfazione, sì sono rimasti anche loro piacevolmente sorpresi della mia vittoria.

Per te questa attività è un hobby o una professione?

È stato un hobby fino a qualche tempo fa, da poco è diventata una professione anche perché ho firmato un contratto con la società professionistica Mkers e quindi sarò stipendiato per giocare.

 

Preferisci la disco o una partita alla play? Una pizza o una partita alla play? Un’uscita con amici o la play?

Beh essendo un ragazzo tranquillo ma che comunque piace stare in compagnia, preferisco andare in disco in serate particolari mentre sicuramente preferisco pizza e uscita con gli amici alla Play. Ovviamente riesco ad organizzarmi al fine di riuscire a fare tutto.

Cosa prevedi per il futuro?

Il mio futuro, almeno per come la vedo ora, è giocare a Fifa. Ovviamente non so per quanto tempo però per ora il mio pensiero è giocare. E ora sotto per Berlino.

Dario Sette

Giampaolo Medei, dopo la Francia, ritorna nella Lube Civitanova

Lo sport è fatto di partenze nostalgiche ma anche di graditissimi ritorni.
Il rientro dell’allenatore italiano di volley Giampaolo Medei dopo l’esperienza estera in Francia è sicuramente una bella notizia per lo sport nostrano.

Il coach marchigiano, dopo aver guidato ben tre squadre transalpine, ha deciso dopo 11 anni di tornare proprio a casa, nella sua Macerata. In effetti dopo aver trascorso la carriera d’allenatore, prima nel settore giovanile e successivamente come vice di Roberto Masciarelli, torna finalmente alla guida della panchina della squadra fresca del quarto titolo di campione d’Italia.
Tuttavia c’è comunque da sottolineare che l’Italia non è mai stata realmente “abbandonata” da Medei, dato che dal 2015 è il vice commissario tecnico della Nazionale italiana (del ct Chicco Blengini), argento alle Olimpiadi 2016 a Rio de Janeiro.

Nella Cucine Lube Civitanova andrà a sostituire proprio il ct Blengini, il quale dopo la vittoria del titolo ha deciso di concentrarsi solamente per la Nazionale in vista dell’Europeo di agosto.

 

Per quanto riguarda invece il tecnico originario di Treia, l’obiettivo futuro è sicuramente quello di cercare di proseguire il lavoro di Chicco Blengini: confermarsi sia a livello nazionale e cercare di fare bene anche in Europa. Giampaolo Medei sa come si può vincere a Macerata. Nei suoi cinque anni di permanenza dal 2001 al 2006 ha ottenuto, infatti, un campionato, una Coppa Italia, una Champions League (2001/02) e due coppe Cev.

Proprio la Cev Cup è stato l’ultimo trofeo vinto dal tecnico marchigiano alla guida del club francese Tours VB lo scorso aprile. La squadra transalpina ha sconfitto al Golden set la Diatec Trentino . La squadra italiana è stata beffata di due punti nell’ultimo set decisivo dopo che si era presentata in Francia con un secco 3-0 ottenuto all’andata. Al palazzetto Salle Robert-Grenon di Tours la squadra guidata da Medei ha chiuso il discorso con uno scoppiettante 15-13, vincendo così il primo titolo Cev della sua storia.

 

Dunque coach Medei lascia la Francia con un successo e in seguito non ha potuto declinare la proposta ricevuta dalla società di Macerata per guidare una delle squadre più blasonate della pallavolo nostrana.

Soddisfatto il presidente della Lube, Fabio Giuliani:

La scelta di Giampaolo Medei è all’insegna della continuità con il nostro condottiero Chicco Blengini. L’identikit del nuovo tecnico ci ha subito portato a lui, una decisione che vuole premiare anche la storia della nostra ‘cantera’. Si è creato un grande gruppo e stiamo lavorando soprattutto per non disperdere quanto fatto finora: ripeto, continuità è la nostra parola d’ordine.